giovedì 14 settembre 2017

Dolci ricordi su Rakam di settembre


Me l'ero quasi scordati! 
Il frenetico e surreale anno appena trascorso, esauritosi in pochi istanti come la scia di una stella cadente nella notte di San Silvestro (anche se è almeno cinque anni che non ne avvisto l'ombra e forse anche quella di cinque anni fa me la sono solo inventata per farmi bella), non mi ha lasciato il tempo di raccontarvi cose più o meno interessanti. 
Vengo a sapere oggi che mia madre compra Rakam da ieri. 
Se mi stupisco è perchè lei ricama con passione qualche linea a punto erba pressappoco ogni venticinque anni e solitamente i disegni li chiede a me. 
Magari ha deciso di mettersi in proprio...
Comunque, mentre poche ore fa la prendevo platealmente in giro con ammiccate complici ad Anita, sfogliavo distratta la rivista (perchè intenzionata a sottrargliela con l'inganno e gustarmene la visione in privato più tardi). 
Deja vu... 
L'occhio scaltro che si blocca e le dita che recuperano la pagina slittata troppo velocemente...

Chi ti ci mi ritrovo?!






Ma andiamo con calma...
Mesi or sono DMC mi inviò delle tele di cotone prestampate, chiedendomi di interpretare a piacimento i disegni (creazione esclusiva DMC), ma offrendomi alcune palette di riferimento. 
Mi ci buttai a capofitto e vi confesso un gran divertimento.


Se non ho capito male, questi disegni, disponibili prestampati, sono stati ricamati da me, ma anche da altre ricamatrici (con punti e colori personalizzati) per offrire uno spunto e, nella sezione Cerimonie del sito di DMC possono essere ritrovati.
Ma Rakam di questo mese (Anno VIII - n°9 - settembre 2017), propone anche i disegni e le istruzioni della mia versione, mirabilmente confezionati dallo staff DMC!



Ne manca solo uno, a cui sono rimasta particolarmente affezionata...
Una ghirlanda destinata ad un cuscinetto fedi, che avrei dovuto ricamare con colori che trovai a prima vista atroci, ma di cui mi innamorai in un battito di ciglia e del cui progettista lodai il genio...



domenica 3 settembre 2017

Chi fa da sè... Fa danni per tre!


Il reparto minuteria della ferramenta del Briko è eccitante quasi quanto una merceria ben fornita. 
Si, beh... Quasi.
Ho stazionato attonita per credo un quarto d'ora davanti alla sezioni chiodi, immobile come un gargoyle, con i soli occhi a scorrere a destra e a sinistra, in alto in basso, di qua e di là a casaccio e così via. 
Signora, ha bisogno di aiuto?! No, no grazie. Guardavo... 
Maledetto orgoglio... Maledetto imbarazzo... L'unica certezza che avevo era il colore (un bell'ottone dorato) e non potevo confermare i peggiori clichè sulle donne. 
Gli angeli del paradiso hanno fatto materializzare, innanzi ai miei occhi ormai stanchi e rassegnati, un bel cartello illustrante la scelta della lunghezza dei chiodi sulla base dello spessore del legno da inchiodare. Eureka! Non mi restava che improvvisare una falegnameria in sala da pranzo!
Per chi si fosse sintonizzato solo adesso sulla mia Radio Delirio, ricordo che avevo in ballo la costruzione fai da te... Danni per tre di una coppia di supporti per telaio a stagge, col proposito di un addestramento militare quotidiano. Mi ero fatta tagliare le mie asticelle e mi mancavano soltanto i chiodi.
Qualcuno nei messaggi mi ha chiesto di dare istruzioni dettagliate in proposito. Voglio assolutamente precisare che non c'è niente di professionale in quello che ho costruito. Avevo semplicemente bisogno di qualcosa che mi prendesse poco spazio e che avesse la giusta altezza per evitare dolori a collo e schiena (i cavalletti standard si allargano troppo impedendo la seduta e sono molto bassi). Ho una sedia regolabile, quindi mi sono concessa misure arbitrarie. Se avrete la malaugurata idea di seguire il mio progetto, ricordate di misurare l'altezza della vostra sedia: potrebbe risultare che a voi servano supporti più alti. Cercando qua e là ho scoperto che la postura migliore sembra essere quella in cui la parte alta del petto si appoggia quasi al telaio, obbligando la schiena a stare dritta (se la sedia è ben posizionata sotto al telaio). Avviso inoltre che la mia versione è un poggia telaio: essendo i supporti poco profondi avrò senz'altro problemi con telai grandi e con il Luneville, perchè io ho i telai in appoggio su due aste. Dovrò, in caso, escogitare qualche soluzione. 
E... Giusto per correttezza... A conti fatti non è del tutto economico, purtroppo! 
Per costruire i miei supporti mi ero fatta tagliare un'asticella ampia 10 cm e spessa 1cm: per ciascuno due montanti da 80 cm e 8 pezzi da 40cm. Ovviamente, così come accade quando parto con un ricamo, il progetto di partenza era diverso da quello definitivo. Doveva diventare una struttura a ripiani, tipo piccola libreria, ma poi mi sono fatta prendere la mano...


Tornando al mio esultante ritorno alla falegnameria domestica, non appena misi i piedi in casa e mostrai i miei trofei al marito, ebbi da digerire la sua trionfante espressione di commiserazione. Insomma i chiodi erano della dimensione giusta, ma a parer suo erano dei tronchi a dispetto dell'esiguo spessore del legno. 
Angeli del paradiso... La prossima volta mandatemi giù un cartello esauriente!
Avevo due possibilità: aspettare lunedì che aprisse la ferramenta quella vera e trovare gli spilli di cui avrei avuto bisogno, oppure dimostrare a mio marito che si sbagliava. 
Ahimè! Indovinate dove la mia pigrizia e la bramosia di vedere l'opera finita mi ha portato? Figurati... E' un'asta di burro! Si deformerà ben nonostante i chiodi siano solo un po' sovrastimati!
Bang bing bong bong... Su una media di 7 chiodi, uno strappava una crepa e una imprecazione. Ce l'aveva lui la ragione, ma mica gliel'ho confessato. E tanto non mi legge il blog.
Due disastri sono molto molto evidenti, ma, come nella filosofia giapponese che porta a riparare le crepe con l'oro per valorizzarle, eviterò di bruciare tutto e cercherò un modo per esaltare il misfatto, monito eterno contro la mia pigrizia.
Nel reparto falegnameria mi ero innamorata di quelle asticelle cilindriche e ho fatto modo di farcele entrare come sostegno telai e libretti. Mannaggia ai chiodi.
Comunque ormai i miei supporti ce li ho, malandati che siano. 
Nonostante abbia creato un incastro con le aste trasversali, purtroppo è ancora un po' traballino. Forse risolverò la cosa con i tiranti della Ivar Ikea, ma un po' mi rompe, perchè volevo una cosa maneggevole da spostare.
Ma basta! Adesso arriva il bello! Avevo il libro della Scarpellini sul ricamo bizantino che mi chiamava a gran voce da mesi, comprato a Bellaria.
Il progetto di partenza è di passare in rassegna punto stuoia, trapunto e punto ombra. Ma sapete come sono fatta, quindi chissà che fine farò... A presto per aggiornamenti!



giovedì 10 agosto 2017

Livelli di coscienza


Ohi-ohi... 
Penso che questa sia stata l'assenza più presente della storia del mio blog. Ma è l'anno delle svolte epocali e tutto è fuori norma e allo stesso tempo normale. 
Qualcuna di voi mi ha tirato le orecchie, ma ho perseverato nella assenza. 
Sul libretto delle giustificazioni vi scrivo motivi familiari e ottundimento da Voi-sapete-cosa: l'innominabile progetto che non nominerò fino a che non ne avrò una copia tra le mani. 
E' successo che, per una combinazioni di eventi eccezionali, mi sia trovata a vivere in un livello di coscienza molto superficiale e distaccato, che mi ha concesso di macerare senza respiro nell'impresa e che nel contempo ha annullato quella dimensione intima che nutriva questo blog e che era necessario sopprimere per non scivolare nel pozzo. Ho trascurato voi e anche compagnie più vicine. Sono rimasta come sospesa in una dimensione senza tempo mentre il tempo scorreva veloce e inesorabile. Bloccavo e incanalavo pensieri. 
Il fatto è che bisognerebbe mettersi a fare queste cose dopo averne fatte un paio di prova... Accipicchia! Si sarebbe risparmiato un sacco di tempo, a sapere come funzionano le cose! Ma ho imparato molto e, comunque vada, ne è valsa la pena. 
Non mi sono fatta mancare niente: tecniche alternative come il silk ribbon fotografato più sopra, un po' di ricamo in bianco in chiusura e neppure atroci colori...



Ma rimando la mia auto recensione a cose fatte e reali.

Vi racconterò invece ora dei prossimi sviluppi, ovvero del mio ritorno ad un livello di coscienza umano e della necessità di prendermi una vacanza da me stessa, ricamando progetti da altri libri, senza pensare e facendosi guidare per imparare. E che stia per arrivare settembre non è un caso: ho già cominciato a cercare corsi ed eventi. Così ci rovina la scuola!

Un giorno mia sorella ha scoperto che avevo comprato delle scarpe da ginnastica (accessorio orgogliosamente bandito dal mio corredo da sempre). Ha liquidato il mio bisogno di rinvigorire muscoli molluschi e di perdere qualche quintale con uno sprezzante Ah! La crisi di mezza età!
Io le ho risposto con un insulto, ma è l'anno dei quaranta. Pork.
Comunque ho fatto cose impensabili, come scaricare Runtastic: solo il download mi ha fatto perdere 300 chilocalorie. L'ho provato in macchina, ma mi hanno detto che così non vale. Mi sono addirittura iscritta al workout-italia e sottoposta ad un training di un mese guidata dalla perfida Jillian Michaels. Ora le mie ginocchia stridono come i cerchioni sull'asfalto quando le gomme sono scoppiate. 
Avendo sperimentato gli effetti positivi e deleteri dell'allenamento assiduo e forzato, ho messo a punto un personale programma di addestramento al telaio sfruttando la saggezza acquisita in questo periodo di sport estremo (ih, ih... Che catorcio!). 
Sapete che tengo quasi tutto in mano, salvo il pittura: è ora di finirla. Un training giornaliero è quello che ci vuole. Non saltuario e con le posture sbagliate dell'improvvisazione, come ho sempre fatto, mettendo a rischio schiena e collo. 
Mi servivano insomma delle staffe per sostenere il telaio alla giusta altezza. Dopo aver girato in rete per ore e scoperto che possono rivelarsi ottimi sostegni i porta asciugamani, mi è scattato il pessimo istinto fai-da-te e sono andata al Briko. Errore fatale: ci sono andata con un vestitino a fiori. 
Quale rude commesso del Briko ti degna se hai un vestitino a fiori?! Sono comunque tornata a casa con i miei pezzi tagliati e qualche sorrisetto di derisione. Vi farò sapere quale triste epilogo avrà il mio sudato set di assicelle... A presto! 
Per davvero!